2009/10/29 di omnologos
(originariamente pubblicato come commento a “C’è un altro termine per indicare il negazionismo?” di Stefano Caserini/Climalteranti)
Non oso pensare di poter aggiungere molto di nuovo, a parte
(1) la richiesta, per la considerazione gia’ fatta da Caserini (l’invito ad evitare un “tono che può sembrare offensivo”) di usare il termine “negazionista” con estrema parsimonia, ed esplicitamente, altrimenti il criterio del “rifiuto testardo e irragionevole” rimane fumoso e incomprensibile
(2) il prendere atto come il termine, una volta “tirato fuori dal cappello”, venga abusato per tutto il Web come insulto contro chiunque abbia il pur minimo dubbio su uno qualunque degli aspetti di cio’ che si chiama “riscaldamento globale di origine antropogenica” (AGW)
Io per esempio nell’About su Omniclimate ho scritto che ritengo quanto segue:
(a) le emissioni di gas serra riscalderanno il pianeta
(b) di quanto, non saprei dire. La “forbice” dell’IPCC non si e’ ancora chiusa.
(c) un pianeta piu’ caldo sara’ probabilmente un posto _tutto sommato_ migliore (finora il riscaldamento e’ occorso soprattutto lontano dai tropici, di notte, d’inverno)
(d) quand’anche si determinasse che (c) non fosse vero, e il pianeta piu’ caldo una vera minaccia per l’umanita’, sarebbe comunque piu’ efficiente adattarsi alle nuove condizioni piuttosto che lanciarsi in improbabili diminuzioni drastiche e probabilmente futili delle emissioni
(e) anche se non ci fosse l’AGW, ci sono gia’ abbastanza problemi legati al clima che c’e’ adesso da suggerire politiche di adattamento molto forti
C’e’ qualcosa di quanto sopra che indica un “rifiuto testardo e irragionevole”? E di cosa? Eppure…non passa praticamente settimana che in questo o quel sito, quando oso discutere con un cambioclimatista, non venga fuori la solita accusa: “negazionista!”
Tag: cambioclimatismo, negazionismo
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2009/10/14 di omnologos
Treehugger.com pubblica l’ennesima serie di immagini antiscientifiche sul riscaldamento globale. C’e’ chi le considera ne parla sotto un titolo come “potenzialmente depressogene Depressione ‘potenziale’“. Rallegriamocene invece, se non altro perche’ permettono di ricordare cosa sia il mondo reale, in totale antitesi con le loro fantasiose “diapositive”.
L’orso polare che si aggrappa disperatamente a un po’ di ghiaccio? E gia’, forse ha dimenticato come si nuota (non abbiamo imparato abbastanza dalla incresciosa vicenda delle famose foto di Amanda Byrd? si vede che no).
Uragani e altri disastri causati dal Global Warming? Ma quella e’ una panzana che va _contro_ il rapporto stesso dell’IPCC (AR4, WG1, Chapter 9, pagina 696, righe 4-9 a sinistra…e poi sarei io, il “negazionista”…)
Del ghiacciaio che scompare ne ho gia’ discusso. E’ l’Upsala, a cui manca ora un relativamente piccolo pezzo ma soprattutto per collasso meccanico.
E cosi’ via. Ma la speranza che l’ambientalista medio se ne renda conto, e’ prossima allo zero.
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2009/09/20 di omnologos
Elogio (Plurimo) Dello Scetticismo
di Maurizio Morabito (pubblicato sul blog “Climate Monitor” il 19 Settembre 2009)
Straordinaria pagina, quella numero 35 del Domenicale del Sole24Ore del 2 agosto 2009, quasi interamente dedicata (quattro articoli, due grandissimi riferimenti) all’elogio dello scetticismo, antico e moderno, in quanto approccio più ragionevole alla conoscenza (anche a quella “scientifica”); scudo di difesa contro il dogmatismo e strumento di tolleranza, dunque indispensabile per elevarsi dal punto di vista etico.
Uno scetticismo che è arrivato a noi anche grazie all’Illuminismo. Chi lo rifiuta dunque, chi lo denigra, chi incautamente si affida a una “Autorita’ Indiscutibile” nel reame della Scienza, si pone in ultima analisi al di fuori della Scienza stessa e di quasi quattrocento anni di Filosofia.
Quello scettico è un atteggiamento diametralmente opposto dunque al cambioclimatismo attualmente di moda, dove invece una incredibile rigidità dogmatica porta più d’uno ad inalberarsi per Lesa Maestà per esempio allorquando un interlocutore si permetta di mettere in dubbio la profezia della catastrofe impellente, o alcune conclusioni dell’ultimo rapporto IPCC, se non addirittura la pericolosità del riscaldamento globale di origine antropica.
(il resto dell’articolo e’ disponibile su Climate Monitor)
Tag: Aristotele, conoscenza, dogmatismo, etica, Giacomo Leopardi, Maria Bettetini, Nicla Vassallo, Pierre Boyle, Remo Bodei, scetticismo, scienza, Sole24Ore
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2009/09/16 di omnologos
Nuovo articolo pubblicato su Svipop: “Temperature Future? Nessuno Le Conosce“, mia traduzione di un recente intervento dello scienziato e giornalista David Whitehouse:
TEMPERATURE FUTURE? NESSUNO LE CONOSCE
di David Whitehouse e Maurizio Morabito
Orrore e scandalo al Festival Britannico della Scienza il 10 settembre appena passato, dopo che la Dr.sa Lorraine Whitmarsh ha annunciato i risultati di un sondaggio per tutto il Regno: ben la metà degli intervistati (un raddoppio negli ultimi cinque anni) ha dichiarato di credere che i mass-media sono troppo allarmisti in materia di cambiamenti climatici; il 40% è convinto che il dibattito non sia finito neanche fra gli scienziati; un terzo pensa che siano al momento disponibili prove troppo contrastanti per sapere se sia davvero in corso un riscaldamento globale causato dalle attività umane; e una persona su cinque è fortemente e risolutamente scettica.
Naturalmente la Dr.sa Whitmarsh ha detto che è un problema sia di messaggio, cioè di comprensione da parte del popolino, sia di pigrizia e ricerca della comodità da parte di chi ha l’ardire di volare o mangiare carne.
E se invece il cambioclimatismo stesse semplicemente facendo i conti con la realtà? Sentiamo cosa ne dice un pluripremiato scienziato, divulgatore e giornalista, il Dr. David Whitehouse, già Science Editore della BBC News online, in una lettera pubblicata recentemente sulla nota newsletter “CCNet” di Benny Peiser e qui tradotta con il consenso dell’Autore
(il resto dell’articolo e’ su Svipop)
Tag: BBC, David Whitehouse, previsioni, scetticismo, Svipop, temperature
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2009/06/29 di omnologos
Arriva l’estate, arriva l’attesa per l’estensione minima dei ghiacci artici. Che negli ultimi anni e’ stata sempre presentata come “drammatica”.
Personalmente penso invece ci siano grossi problemi di carattere epistemologico riguardo l’utilizzo dei “drammatici” dati sui ghiacci artici nelle discussioni sul riscaldamento globale. Uno e’ il fatto che se lo scioglimento e’ piu’ veloce di quanto dicono i modelli, forse forse i modelli sono inadeguati e la causa non e’ allora il riscaldamento globale. Un ripasso alla spiegazione aristotelica sulla caduta dei gravi dovrebbe essere sufficiente per capire a cosa mi riferisco.
L’altro problema e’ che non vorrei assistere a un remake della discussione sugli uragani nel 2005 (Katrina e dintorni). Se una stagione o anche venti di uragani violenti puo’ essere usata come prova del riscaldamento globale, perche’ una statione o anche venti di uragani meno violenti non dovrebbe poter essere usata come prova contro il riscaldamento globale?
Quanti cambioclimatisti sarebbero disposti a dire che non c’e’ riscaldamento globale, se fra due o tre anni i ghiacci artici si mettono a crescere?
Tag: artico, ghiacci artici, Polo Nord
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2009/06/11 di omnologos
Ennesima indicazione che le previsioni climatiche non hanno senso alcuno, e che i miliardi spesi in modelli climatici decennali sono buttati al vento. Ne avevo parlato a proposito di climatologia come alchimia, e chiedendomi se il clima fosse statisticamente impossibile da prevedere.
Tocca adesso al noto Roger Pielke Jr:
Piuttosto che basare il processo decisionale su un modello del tipo “prevedere (ovviamente probabilisticamente) e poi agire”, dovremmo renderci conto del fatto che previsioni sensate delle variabili climatiche di interesse per i responsabili decisionali forse semplicemente non possano essere possibili. E anche se fossero possibili, non saremmo in grado di individuare quelle sensate sulle stesse scale temporali delle decisioni come devono essere prese. La conseguenza di questo argomentare è che, se il concetto di “stazionarieta’ climatica” è morto, allora è probabile che abbia portato nell’oltretomba con sè anche le fantasiose nozioni di usare la previsione del futuro come base per decidere quali siano le azioni piu’ ottimali. Invece, può essere giunto il tempo di ripensare il modo in cui vengono prese certe decisioni non solo di fronte all’incertezza, ma anche di fronte a una fondamentale e irriducibile ignoranza. Piuttosto che concentrarsi sl decidere in maniera ottimale guidati dalle previsioni, potra’ esserci invece bisogno di concentrarsi sul decidere in maniera robusta riconoscendo i limiti di ciò che può essere conosciuto
Tag: climatologia, previsioni climatiche, proiezioni, Roger Pielke Jr
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2009/06/11 di omnologos
Fino a ieri, a quanto sembra, si pensava che animali come i llama e i tapiri non fossero “flessibili” dal punto di vista del cibo. Chissa’ perche’? Comunque, adesso qualcuno si e’ ravveduto.
L’ecatombe e’ rimandata…
Tag: adattamento, animali, cervi, llama, mammiferi, tapiri
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2009/06/10 di omnologos
Anni fa il global warming era causa di uragani senza precedenti…adesso invece e’ causa di venti sempre piu’ deboli.
E qualcuno continua a pensare che sia un problema serio e reale…
Tag: velocita' del vento, vento
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