Archivio per giugno, 2009

Arriva l’estate, arriva l’attesa per l’estensione minima dei ghiacci artici. Che negli ultimi anni e’ stata sempre presentata come “drammatica”.

Personalmente penso invece ci siano grossi problemi di carattere epistemologico riguardo l’utilizzo dei “drammatici” dati sui ghiacci artici nelle discussioni sul riscaldamento globale. Uno e’ il fatto che se lo scioglimento e’ piu’ veloce di quanto dicono i modelli, forse forse i modelli sono inadeguati e la causa non e’ allora il riscaldamento globale. Un ripasso alla spiegazione aristotelica sulla caduta dei gravi dovrebbe essere sufficiente per capire a cosa mi riferisco.

L’altro problema e’ che non vorrei assistere a un remake della discussione sugli uragani nel 2005 (Katrina e dintorni). Se una stagione o anche venti di uragani violenti puo’ essere usata come prova del riscaldamento globale, perche’ una statione o anche venti di uragani meno violenti non dovrebbe poter essere usata come prova contro il riscaldamento globale?

Quanti cambioclimatisti sarebbero disposti a dire che non c’e’ riscaldamento globale, se fra due o tre anni i ghiacci artici si mettono a crescere?

Il ghiacciaio del Perito Moreno cresce “nonostante il riscaldamento globale“. E non e’ il solo. Ci sono perfino montagne che crescono in altezza a causa dell’accumulo del ghiaccio. Qui una lista lunghissima di fenomeni simili.

Intanto si dice che il solito riscaldamento globale sta climaticamente dividendo le regioni alpine. Cioe’ i cambiamenti climatici sono diversi in diverse aree delle Alpi, ma come per magia se in un posto piove meno stanno peggio, e se in un altro posto piove di piu’ stanno peggio lo stesso.

Consoliamoci almeno con la consapevolezza che affermazioni del genere hanno un solo significato: che non sono roba seria.

Incredibile la storia di un ricercatore che va alle Svalbard per studiare ghiacciai e si ritrova ursusmaritimucida.

Ancora un po’ di storie cosi’, e non ci sara’ piu’ bisogno di preoccuparsi di adattare gli orsi polari ai cambiamenti climatici…

Ennesima indicazione che le previsioni climatiche non hanno senso alcuno, e che i miliardi spesi in modelli climatici decennali sono buttati al vento. Ne avevo parlato a proposito di climatologia come alchimia, e chiedendomi se il clima fosse statisticamente impossibile da prevedere.

Tocca adesso al noto Roger Pielke Jr:

Piuttosto che basare il processo decisionale su un modello del tipo “prevedere (ovviamente probabilisticamente) e poi agire”, dovremmo renderci conto del fatto che previsioni sensate delle variabili climatiche di interesse per i responsabili decisionali forse semplicemente non possano essere possibili. E anche se fossero possibili, non saremmo in grado di individuare quelle sensate sulle stesse scale temporali delle decisioni come devono essere prese. La conseguenza di questo argomentare è che, se il concetto di “stazionarieta’ climatica” è morto, allora è probabile che abbia portato nell’oltretomba con sè anche le fantasiose nozioni di usare la previsione del futuro come base per decidere quali siano le azioni piu’ ottimali. Invece, può essere giunto il tempo di ripensare il modo in cui vengono prese certe decisioni non solo di fronte all’incertezza, ma anche di fronte a una fondamentale e irriducibile ignoranza. Piuttosto che concentrarsi sl decidere in maniera ottimale guidati dalle previsioni, potra’ esserci invece bisogno di concentrarsi sul decidere in maniera robusta riconoscendo i limiti di ciò che può essere conosciuto

Fino a ieri, a quanto sembra, si pensava che animali come i llama e i tapiri non fossero “flessibili” dal punto di vista del cibo. Chissa’ perche’? Comunque, adesso qualcuno si e’ ravveduto.

L’ecatombe e’ rimandata…

Anni fa il global warming era causa di uragani senza precedenti…adesso invece e’ causa di venti sempre piu’ deboli.

E qualcuno continua a pensare che sia un problema serio e reale…

Comparavo poco tempo fa la Climatologia (previsionale, a decenni(*)) all’Alchimia.

Oggi si aggiunge un altro tassello:

Hätten wir zehn Prozent mehr Bewölkung über Deutschland, wäre die Erwärmung der vergangenen 30 Jahre hierzulande ausgeglichen

“Se avessimo avuto il 10% in piu’ di annuvolamento sulla Germania, cio’ avrebbe annullato il riscaldamento esperito durante i passati trenta anni”

Come si studia un sistema la cui rappresentazione scientificamente valida piu’ semplice, e’ il sistema stesso?

(*) D’altronde se non si parla di periodi pluridecennali, non si parla di climatologia…